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Cenni Storici                
di Lorenzo Cera     
 

La presenza, al tempo dei Romani, di uno o più vici nel territorio che ai nostri giorni fa parte del Comune di Genola è provata dal rinvenimento di alcune epigrafi riportate nel Corpus inscriptionum latinarum e dagli scritti di monsignor Brizio, il quale, parlando di Giovanni signore di Moncenisio, ipotizzò che anticamente Genola si chiamasse Gavasina o Genesina, come indicava una lapide leggibile nel VI secolo.

Comunque le prime notizie certe su Genola risalgono a un documento del 7 marzo 1033 concernente la donazione di un maso effettuata dal marchese di Susa, Olderico Manfredo II, e dal vescovo di Asti, Alrico, ai monaci del convento di Susa.

All'inizio dell'XI secolo ebbe luogo la fondazione del priorato di San Nazario, che, localmente, costituì un importante centro per l'assistenza spirituale della popolazione, e un punto di riferimento per la diffusione della cultura; la sua erezione risale ai monaci benedettini dell'abbazia dei Santi Vittore e Costanzo di Villar San Costanzo. Con la formazione, nel XII secolo, attorno al monastero di un piccolo centro abitato furono erette le chiese di San Michele e di Santa Maria. Sulle rovine di quest'ultima o nei suoi pressi, verso la prima metà del Quattrocento, i conti Tapparelli fecero costruire la nuova chiesa parrocchiale, posta sotto il titolo di Santa Maria della Rotonda.

Nel 1050 il territorio di Genola faceva parte dei possedimenti della marchesa di Torino, Adelaide, consorte di Oddone I di Savoia, alla quale, con atto del 23 maggio 1078, successe il conte Alberto di Sarmatorio, esponente di prestigio del casato degli Alinei. Seguì un periodo alquanto oscuro durante il quale vediamo primeggiare Robaldo IV, marito della celebre contessa Alisia di Ventimiglia, Sinfredo, Ruffino e Operto; gli ultimi due furono capostipiti delle importanti linee dei Ruffini di Marene e degli Operti di Fossano.

La città di Fossano, sin dalla fondazione avvenuta verso la fine del XII secolo, cercò di incorporare nel proprio comune tutto o parte del territorio di Genola sul quale Savigliano vantava diritti acquisiti da tempo immemorabile. Seguirono lunghe e complesse trattative, che portarono le parti a sottoscrivere, il 10 settembre 1263, un accordo in base al quale Fossano acquisì i due quinti del borgo di Genola; i rimanenti tre quinti rimasero a Savigliano. Questa singolare divisione diede origine, nel corso dei secoli, a liti e a processi che, sovente, per la loro complessità e la difficoltà dei giudici a emettere sentenze, richiesero l'intervento dei sovrani sabaudi. Per porvi fine, nel 1808, Napoleone Bonaparte accordò a Genola l'indipendenza comunale.

La nobile famiglia Tapparelli si stabilì a Genola tra il 1336 e il 1341, al tempo della seconda dominazione angioina. Dopo l'acquisto di estese proprietà terriere, il 27 settembre 1346 tre suoi membri, Gioffredo, Leone e Petrino, ottennero dal siniscalco della regina Giovanna I di Napoli l'autorizzazione a erigere il maestoso castello, che tutt'oggi costituisce il simbolo del paese. L'autorità del casato si consolidò con la concessione, accordata il 18 aprile 1349 dal principe Giacomo d'Acaja, dell'investitura feudale sul territorio al solo Gioffredo, il capostipite dei Tapparelli conti di Genola. I suoi discendenti ottennero, per secoli, il rinnovo di dette investiture; fra i personaggi più celebri ricordiamo Guiono e Brunone dai quali presero avvio, rispettivamente, la seconda linea dinastica dei Tapparelli signori di Genola, e la terza discendenza dei Tapparelli conti di Genola. Nel 1341 Gioffredo Tapparelli accordò a Genola gli statuti comunali, che furono riconfermati dai suoi successori nel 1449. Questi ultimi sono custoditi nell'Archivio storico dell'Opera pia Tapparelli di Saluzzo.

Esercitarono pure diritti feudali su parti di Genola le nobili famiglie dei Gorena di Savigliano, dei Cravetta di Villanovetta, dei Solere di Savigliano, dei Montersino della Morea, dei Valperga di Rivara, dei Canalis di Cumiana, dei Truchi di Levaldigi, dei Taffini d'Acceglio, dei Viancini di Viancino, degli Operti di Fossano e di Cervasca, e dei Galateri di Suniglia e di Genola. Una menzione particolare merita quest'ultima, della quale si hanno notizie sin dal 1150 quando Galateo de' Galateri venne nominato capo dei ghibellini di Savigliano. Molti suoi discendenti primeggiarono nelle armi, nelle lettere, nella religione e nella pubblica amministrazione. Per questi motivi, e per assicurarsi l'appoggio di una famiglia influente, l'imperatore Carlo V, con decreto del 12 ottobre 1529, conferì a Gabriele l'ambito titolo di conte del sacro palazzo lateranense. Fra i numerosi membri di questo casato meritano di essere ricordati Gio Bartolomeo che, con atto del 6 aprile 1510, acquistò dai Tapparelli diversi beni feudali in Genola; Antonio e Girolamo che, il 26 ottobre 1541, conseguirono l'esercizio di diritti su alcuni terreni siti in località Frassinetto; Marc'Aurelio che, nel 1623, ottenne dal duca Carlo Emanuele I l'erezione dei feudi di Suniglia e Genola in contadi transitabili in perpetuo; Carlo Luigi che, l'11 marzo 1791, acquisì per sé e per i suoi eredi i sette dodicesimi dei due quinti del territorio di Genola appartenente alla città di Fossano; Gabriele Giuseppe Maria che, al tempo di Napoleone, per poter continuare a combattere i Francesi, si arruolò nell'esercito dello zar di Russia, conseguendo il grado di generale; Annibale, penultimo discendente della linea sostitutiva dei conti di Suniglia e Genola, celebre pittore e architetto, che, all'inizio del Novecento, progettò e diresse la ristrutturazione della parrocchia di Genola.

Il borgo di Genola rimase coinvolto, dal Basso Medioevo all'Età Contemporanea, in eventi che influenzarono, e talvolta sconvolsero, la vita della popolazione. Uno dei più significativi, anche per comprendere lo spirito del tempo, riguardò la contesa che, nel 1490, coinvolse i Tapparelli e le città di Fossano e di Savigliano per l'acquisizione di 850 giornate di terreno. Quest'ultima, al fine di difendere i propri interessi, inviò un contingente militare a occupare il castello e il borgo di Genola. Seguirono scontri armati che causarono alcuni morti. Gli animi erano eccitati al punto che non fu possibile giungere a un accordo, per cui si rese necessario l'intervento della reggente dello Stato sabaudo, Bianca di Monferrato, che impose al Comune di Savigliano una forte penalità, nonché il pagamento di tutte le spese giudiziarie e dei danni subiti dalla comunità di Genola.

Le vicende, comunque, più gravi riguardarono le guerre, le occupazioni militari, le carestie, le pestilenze e le calamità naturali che, in talune epoche, colpirono la popolazione del nostro borgo in modo così forte da determinare addirittura un sensibile calo demografico. Le cronache riferiscono della grave pandemia che, nel 1347-48, flagellò il sud Piemonte, causando la morte di un terzo della popolazione. Alcuni anni dopo, nel 1360, Genola fu teatro di cruenti scontri armati fra gli eserciti di Giacomo d'Acaja e di Amedeo VI di Savoia; in seguito il centro abitato restò, per un mese, in balia dei mercenari, che lo saccheggiarono e ne bruciarono le case. La cronica penuria di grano si fece particolarmente sentire nel 1432, accentuata nel 1435 da una forte grandinata e nel 1439 dalla siccità; marcatamente funesto fu pure il 1500 per una epizoozia che decimò il bestiame, le alluvioni che danneggiarono i raccolti, e, infine, la peste che mieté molte vittime. Nei primi decenni del Cinquecento la pianura cuneese venne invasa, più volte, dalle truppe del re di Francia Francesco I e dell'imperatore Carlo V, i quali, a ogni passaggio, imposero agli abitanti di Savigliano e dei paesi limitrofi, fra cui Genola, il pagamento di forti contribuzioni. Le condizioni di vita della popolazione migliorarono nella seconda metà di detto secolo per le riforme apportate all'apparato dello stato dal duca Emanuele Filiberto.

Tragici furono pure gli anni che intercorrono fra il 1629 e il 1631, ricordati dagli storici per le battaglie che infuriarono nelle nostre campagne fra gli eserciti francesi e sabaudi; non meno grave fu l'epidemia di peste che flagellò il sud Piemonte, causando la morte di un rilevante numero di persone, fra cui, a Savigliano, del sovrano sabaudo Carlo Emanuele I.

Il Settecento fu molto importante per lo sviluppo urbano del borgo di Genola, in quanto prese avvio, sull'impianto preesistente, quell'espansione edilizia che gradatamente mutò la struttura del centro abitato, portandolo ad assumere l'aspetto che conserva tutt'oggi. L'economia locale risentì positivamente della riorganizzazione su basi moderne della pubblica amministrazione e delle riforme della giustizia, del sistema contributivo e della pubblica assistenza. Più volte, nel corso di questo secolo, la pianura saviglianese tornò a essere il campo di violente battaglie che videro protagonisti gli eserciti del Piemonte, della Francia, dell'Impero austro-ungarico e della Russia. Particolarmente tragica e confusa si fece la situazione a causa delle guerre che, dal 1790 al 1800, sconvolsero l'Europa, delle idee sovversive propagate dalla rivoluzione francese, ma soprattutto della carestia che spinse la popolazione a ribellarsi. Il 5 e il 6 novembre 1799 ebbero luogo, in località Santa Maria e Brantonio di Genola, due sanguinose battaglie che coinvolsero gli eserciti austro-russi e francesi.

Il borgo di Genola, con decreto imperiale firmato da Napoleone l'11 gennaio 1808, ottenne l'indipendenza comunale, a far data dal I dello stesso mese.

L'Ottocento fu caratterizzato dalla diffusione delle idee liberali che portarono, nel 1848, alla concessione della Costituzione Albertina, alla guerra di Crimea, alle guerre di indipendenza e all'avventura coloniale in Africa. Le sofferenze segnarono pure la prima metà del Novecento a causa della guerra di Libia e dei due conflitti mondiali. Durante l'ultimo periodo dell'occupazione nazifascista avvennero alcuni gravi fatti di sangue, fra cui l'eccidio, il 29 aprile 1945, di quindici persone, undici delle quali bruciate vive in una casa sulla strada per Fossano. Nei mesi precedenti altri sei Genolesi erano stati uccisi in azioni conseguenti la guerra.

Durante i trascorsi ultimi due secoli, pur tra notevoli difficoltà, furono realizzate, nel territorio comunale, alcune grandi opere pubbliche e attivati importanti servizi, che contribuirono a migliorare in modo graduale il tenore di vita della popolazione. Infine, dal 1970 ai giorni nostri, l'abitato di Genola è al centro di un notevole sviluppo edilizio, favorito dall'insediamento di molte aziende commerciali, artigiane e della grande distribuzione. Ciò ha consentito una radicale trasformazione dell'economia locale, non più legata alla sola agricoltura, ma a molte altre attività produttive.





Translated by Stefano Cera                

A few epigraphs described in the Corpus inscriptionum laritarum, as well as the writings by Monsignor Brizio, indicate the presence in Roman age of one or more villages in the area of today's Genola. Monsignor Brizio, while writing about Giovanni, Lord of Moncenisio, supposed that Genola was formerly known as either Gavasina or Genesina, as indicated by a memorial stone still readable in the VI century AD.

The first confirmation of the existence of Genola is found in a document dated 7 March 1033, the donation of a farm to the monks of the Susa monastery by the Marquis of Susa, Olderico Manfredo II, and by the bishop of Asti, Alrico.

At the beginning of the XI century the Benedictine monks of the Santi Vittore e Costanzo abbey in Villar Costanzo founded the priorate of San Nazario, which came to represent an important spiritual and cultural centre in the region. In the XII century, a small village was built around the monastery and the churches dedicated to San Michele and Santa Maria. In the first half of the XV century, the earls Tapparelli erected on the ruins of the Santa Maria church a new parish, named after Santa Maria della Rotonda.

In 1050, the territory of Genola was controlled by Adelaide, marchioness of Turin and married to Oddone I of Savoy; on 23 May 1078, the area was transferred to the earl Alberto di Sarmatorio, of the Alinei family. A sombre period followed, during which Genola was controlled by Robaldo IV, husband of the famous countess Alisia of Ventimiglia, and then by Sinfredo, Ruffino and Operto; the latter two founded the Ruffini of Marene and Operti of Fossano lineages.

Since its foundation at the end of the XII century, the city of Fossano constantly tried to annex Genola, challenging the traditional rights exercised by the city of Savigliano. On 10 September 1263, the two cities subscribed an agreement according to which Fossano acquired two fifths of Genola; the remaining three fifths remained to Savigliano. This peculiar division caused a number of disputes and lawsuits in the following centuries; the Savoy princes often had to intervene to solve the matters. The final solution came in 1808, when Napoleon granted Genola its independence.

The aristocratic Tapparelli family settled in Genola between 1336 and 1341, at the time of the second Angevin domination. On 27 September 1346, three members of this family, Gioffredo, Leone and Petrino, obtained by the seneschal of the queen Giovanna I of Naples the authorisation to erect the castle, current symbol of the city. On 18 April 1349 the prince Giacomo of Acais granted to Gioffredo, founder of the lineage of the Tapparelli earls of Genola, feudal rights on the castle and the surrounding territory. In 1341, Gioffredo Tapparelli granted to Genola communal statutes, confirmed by his successors in 1449. This second document is conserved in the historical archive of Opera pia Tapparelli in Saluzzo.

Feudal rights on parts of Genola were also exercised by a number of families, including the Gorena of Savigliano, the Cravetta of Villanovetta, the Solere of Savigliano, the Montersino of Morea, the Valperga of Rivara, the Canalis of Cumiana, the Truchi of Levaldigi, the Taffini d'Acceglio, the Viancini of Viancino, the Operti of Fossano and Cervasca and the Galateri of Suniglia and Genola. The Galateri family deserves a special mention. They are known since 1150 when Galateo de' Galateri was appointed head of the Ghibellini of Savigliano. On 12 October 1529, the emperor Charles V granted Gabriele Galateri the title of "earl of the holy lateranensis palace". A few other members of the Galateri family deserve to be mentioned: Gio Bartolomeo, who on 6 April 1510 acquired from the Tapparellis various estates in Genola; Antonio and Girolamo, who, on 26 October 1541, obtained feudal rights on the Frassinetto area; Marc'Aurelio, who in 1623 obtained by the Duke Carlo Emanuele I the erection of the feud of Suniglia and Genola in "earldom transferable in perpetuity"; Carlo Luigi, who, on 11 March 1791, acquired seven twelfths of the two firths of Genola belonging to the city of Fossano; Gabriele Giuseppe Maria, who at the time of Napoleon continued the fight against the French and, to this end, even engaged in the Russian army reaching the rank of general; Annibale, well known painter and architect, who at the beginning of the XX century designed and directed the restructuring of the Genola parish.

A number of events concerned Genola from the Middle Age to the current times. The year 1490 saw the dispute between the Tapparelli family and the cities of Savigliano and Fossano for the acquisition of 850 giornate (a measure of land extension) of land. As a result Savigliano sent an armed force to occupy the castle and the village of Genola, leading to fightings and the death of a few persons. The mood of the parties was so excited that the regent of the Savoy state, Bianca of Monferrato, had to intervene, imposing to Savigliano the payment of a strong penalty, as well as all judicial costs and damages borne by the inhabitants of Genola.

Harsher events were the wars, military occupations, famines and plagues that recurrently affected our village and sometimes even led to the decline of its population. The great plague of 1347-48 stormed also south Piedmont and caused the death of a third of inhabitants. A few years later, in 1360, fierce fightings took place in Genola between the armies of Giacomo d'Acaja and Amedeo VI of Savoy; as a result, the village was looted and burnt by mercenary troops. The cronical shortness of wheat was particularly intense in 1432, in 1435, due to a strong hailstorm, and in 1439, caused by drought. Particularly grievous was the year 1500, during which an epizooty decimated cattle, a flood damaged the harvest and the plague killed several inhabitants. In the first decades of the XVI century, the plain of Cuneo was invaded several times by the troops of both the king of France Francesco I and the emperor Charles V, each time causing substantial damages to the local population.

The 1629-1631 period is remembered for the battles that took place in our region between the French and Savoy armies. Particularly damaging was also the plague that hit southern Piedmont, causing the death of a high number of people.

In the first half of the XVIII century, the urban centre of Genola started to expand and gradually took its current shape. The local economy was positively affected by a number of reforms, including those of the public administration, the judicial and tax system and the public aid. Again, during this century and in particular between 1790 and 1800, the plain around Savigliano was the theatre of violent battles between the Piedmontese, French, Austro-Hungarian and Russian armies; in the same years famine also led to popular insurrections. On 5 and 6 November 1799, two bloody battles between the Austro-Russian and French armies took place in Genola, at Santa Maria and Brantonio.

On 11 January 1808, Napoleon granted Genola the status of independent municipality, effective from the beginning of that year. The XIX century was characterised by the diffusion of liberal ideas, which led in 1848 to the granting of the first Constitution, and, in the second half of the century, to the Crimean war, the three Italian independence wars and the first colonial expansion in Africa. The beginning of the XX century saw the Libian war and the two world wars. The last period of the occupation by the nazi-fascists saw a number of killings, including that of 15 inhabitants of Genola on 29 April 1945, 11 of which burnt in a house on the road to Fossano. Previously, 6 partisans had been killed in fightings in the Genola area.

A number of public works were realised in Genola during the last two centuries and several important public services were activated, contributing to the improvement of the quality of life of the local population. Since 1970, Genola saw a steady expansion of its urban centre and the set up of a number of commercial and manufacturing businesses. As a consequence, the local economy evolved from purely agricultural to diversified.

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